Ghirlandaio e Perugino, gli affreschi capolavoro riaprono al pubblico

Una buona notizia per chi ama Firenze e la bellezza. Dopo un lungo periodo di chiusura, riaprono con ingresso gratuito due luoghi  straordinari e ancora poco noti della Direzione Regionale Musei della Toscana: il Cenacolo di Ognissanti con l’Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio e la Sala Capitolare con la Crocifissione di Pietro Perugino.

Nel complesso conventuale di Ognissanti, fondato alla metà del XIII secolo dall’ordine degli Umiliati, il grande affresco dell’ Ultima Cena, dipinto da Domenico Ghirlandaio nel 1480, crea un potente gioco illusionistico, ampliando l’architettura della sala che si trasforma in una loggia aperta. L’artista, già attivo all’interno della chiesa, conferma qui la sua felice vena descrittiva, mescolando brani di delicata realtà (la tovaglia, il cibo, gli oggetti) con un repertorio di simboli della Passione e della Resurrezione.

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“È stato più volte sottolineato come questo Cenacolo costituisca il più significativo precedente per quello che Leonardo dipinse a Milano, per la concezione spaziale e il tipo di dialettica fra gli apostoli e come, nell’attività del Ghirlandaio, appaia una modificazione nello sviluppo del tema che parte da un’impostazione più rigida con le singole figure bloccate nello spazio nel dipinto di Passignano, e si evolve con la redazione di San Marco, vicina a quella di Ognissanti per le decorazioni (tanto che potrebbe credersi che la complessa simbologia sia stata dettata dai domenicani), nella quale i personaggi sono comunque isolati e la loro iconicità è sottolineata dalle aureole dorate poste sulle loro teste, fino ad arrivare a questo convivio di Ognissanti, nel quale coppie di apostoli sono raffigurate a colloquio fra loro e la scena si fa più animata.” (Monica Bietti)

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Nella sala si conservano anche le sinopie dell’affresco, il portale originale e due lavabi quattrocenteschi. Vi si accede dal chiostro porticato, decorato da un ciclo di sedici lunette con le storie di San Francesco al quale lavorarono, nei primi anni del Seicento, Jacopo Ligozzi e Giovanni da San Giovanni.

Cenacolo di Ognissanti, Borgo Ognissanti 42, Firenze

Aperto dall’8 ottobre tutti i sabati dalle 9.00 alle 13.00. Ingresso gratuito

Nella ex Sala Capitolare del convento di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi è conservato l’affresco con la Crocifissione, la Vergine, San Giovanni, la Maddalena e i Santi Bernardo e Benedetto, eseguito da Pietro Perugino tra il 1493 e il 1496 su commissione di Dionigi e Giovanna Pucci.

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“L’opera nel complesso è una trasposizione di un trittico su scala monumentale. L’intonazione aulica e contemplativa, con pochi, sobri personaggi e un’amplissima apertura paesistica, dimostrano la versatilità dell’artista, in quegli anni all’apogeo della popolarità fiorentina, capace di creare opere molto diverse, dai ritratti alla solenne monumentalità delle pale d’altare ai soggetti mitologici. Originale è anche la scelta dei colori, tenui e delicati, stesi con velature trasparenti sovrapposte, che si differenziano dai vividi accenti plastici delle pitture su tavola di quegli anni.” (Maria Lisa Guarducci)

Nella stessa sala sono conservati anche un affresco staccato e la sua sinopia raffiguranti San Bernardo accoglie il corpo di Cristo, dipinto probabilmente nel 1506 da un allievo del Perugino, Sperandio di Giovanni.

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Sala del Perugino, Via della Colonna n.9 (ingresso principale del Liceo Michelangiolo), Firenze

Aperto dal 7 ottobre 2022, ogni  venerdì dalle 14.30 alle 17.30 nei giorni di apertura scolastica. Ingresso gratuito

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