Il Museo di San Marco presenta “Beato Angelico visto da …” una rassegna di video dedicata ai capolavori del frate pittore

Il Museo di San Marco presenta, da giovedì 6 maggio 2021, la rassegna video “Beato Angelico visto da…”, una videoteca essenziale dedicata all’incomparabile nucleo di capolavori del grande artista domenicano esposti nella nuova Sala del Beato Angelico, riallestita grazie al finanziamento dei Friends of Florence e inaugurata lo scorso dicembre, appena riaperta al pubblico insieme a tutti gli altri ambienti del museo.

Dodici “custodi della conoscenza”, esperti a livello internazionale nel campo degli studi angelichiani, accogliendo l’invito di Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana e di Angelo Tartuferi Direttore di San Marco e dei Cenacoli fiorentini, ci hanno regalato, ciascuno con un taglio personale e secondo le proprie predilezioni, in un breve video, la descrizione di un’opera o un complesso d’altare nei suoi aspetti storici, iconografici, stilistici o teologico-spirituali.

«Questa rassegna – afferma Stefano Casciu – risponde alla necessità di offrire al pubblico contenuti multimediali online sulle collezioni museali per una accessibilità dei musei più ampia possibile in questo particolare periodo, che integri o prepari la visita dal vivo con un approfondimento ai massimi livelli scientifici delle opere più amate di uno dei maggiori Maestri del Rinascimento fiorentino, ora ancor più valorizzate dal nuovo allestimento».

I 13 video, realizzati interamente dallo staff del Museo, saranno pubblicati online, uno alla volta, il giovedì di ogni settimana a partire da domani, sul sito della Direzione regionale musei della Toscana e sul canale YouTube del Museo di San Marco, e offriranno spunti preziosi su ognuna delle opere della Sala e utili confronti con altri capolavori del Beato Angelico o di altri artisti a lui contemporanei, per illustrarne al meglio il percorso artistico e gli straordinari risultati raggiunti.

Il Direttore del Museo di San Marco, Angelo Tartuferi, inaugura la rassegna con il suo contributo dedicato al Trittico di San Pietro martire, una delle prime opere del Beato Angelico. Una Madonna in trono col Bambino tra i Santi Domenico, Giovanni Battista, Pietro Martire e Tommaso d’Aquino, dipinta a tempera su tavola, databile prima del 1429, e proveniente dal convento domenicano femminile di San Pietro Martire a Firenze.

Beato Angelico, Trittico di San Pietro martire, Sala del Beato Angelico, Museo di San Marco, Firenze

Angelo Tartuferi sottolinea «il profilo scientifico dell’iniziativa, rivolta al vasto pubblico, agli studenti, agli appassionati, ai visitatori affezionati e a quelli potenziali del Museo di San Marco, che possono finalmente tornare a godere ‘in presenza’ dei capolavori dell’Angelico e dell’atmosfera ineguagliabile di questo luogo simbolico e identitario della Firenze rinascimentale e non solo».

Lungi dal sostituire l’esperienza della visita dal vivo, dunque, la rassegna vuole essere solo un supporto, una comoda bussola per orientare i nostri fedeli ed esigenti visitatori.

I video della rassegna saranno disponibili su:

www.polomusealetoscana.beniculturali.it e YouTube/MuseodiSanMarco

BEATO ANGELICO VISTO DA…

Angelo Tartuferi, Il Trittico di San Pietro martire (ante 1429)

Giorgio Bonsanti, La Deposizione dalla Croce (1431-32)

Carl Brandon Strehlke, Il Giudizio Finale (1425 ca.)

Magnolia Scudieri, La Pala di San Marco (1438-43)

Marilena Tamassia, La Pala di Annalena (1434-35)

Gerardo de Simone, I pannelli dell’Armadio degli Argenti (1448-53)

Lia Brunori, I tabernacoli-reliquiari da Santa Maria Novella (1424-34)

Anna Soffici, Il tondo con la Crocifissione e l’Incoronazione della Vergine

Alessandro Cecchi, L’imposizione del nome al Battista (1430 ca.)

Daniela Parenti, Sposalizio della Vergine e Funerali della Vergine (1430-35)

Timothy Verdon, Il Compianto sul Cristo morto (1436 -41)

Timothy Verdon, Aspetti teologico-spirituali della Deposizione Strozzi (1431-32)

Ada Labriola, Il Tabernacolo dei Linaioli (1433-36)

Un commento

  1. Buongiorno e grazie per questa “preziosa” iniziativa. Il Museo è sempre più affascinante e coinvolgente. Buon lavoro
    Ilaria Anichini

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