Riapre il Refettorio con le opere della “Scuola di San Marco” : un nuovo allestimento, la grande “Cena” di Sogliani restaurata, una Santa Caterina di Plautilla Nelli 

Dopo i recenti riallestimenti della Sala del Beato Angelico, del Quartiere di Savonarola e del Cenacolo del Ghirlandaio, anche il Refettorio grande del Museo di San Marco è stato oggetto di un importante intervento di restauro architettonico e di un nuovo allestimento museografico.

La sala del Refettorio grande era in parte inaccessibile al pubblico dall’ottobre 2023 a causa di un sollevamento del pavimento in cotto. Inoltre, il grande affresco di fondo con la Cena miracolosa di San Domenico dipinto da Giovanni Antonio Sogliani nel 1536 necessitava di un intervento di riordino, dopo il restauro di Dino Dini risalente agli anni Settanta del Novecento. 

Grazie alla generosa donazione di Michael W. Scherb e della sua famiglia, definita da un accordo tra pubblico e privato al fine di valorizzare il patrimonio culturale fiorentino, la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura ha realizzato i lavori necessari a ripristinare integralmente il pavimento sollevato, recuperare la spazialità originale della sala, restaurare l’affresco di Sogliani e rinnovare la disposizione dei dipinti, ora valorizzati da un moderno impianto di illuminazione e da pannelli informativi graficamente coordinati con quelli già posti nelle altre sale del Museo. 

Questo nuovo allestimento sostituisce quello del 1996, realizzato in occasione della mostra “Fra Bartolomeo e la Scuola di San Marco” a cura di Serena Padovani, Magnolia Scudieri e Giovanna Damiani. L’intervento progettato dagli architetti Andrea Gori e Raffaele Fuschino sotto la direzione scientifica di Angelo Tartuferi, in collaborazione con Anna Soffici e Laura Pellegrini, funzionarie storiche dell’arte, ha previsto la rimozione della pannellatura di legno che, correndo lungo il perimetro della sala, riduceva la volumetria e la leggibilità dell’architettura, e la ricollocazione delle pale d’altare direttamente sulle pareti della sala, secondo un più leggero ed elegante allestimento museografico. L’illuminazione precedente era inadeguata sia per intensità, sia per l’obsoleta disposizione dei corpi illuminanti, e non permetteva di apprezzare correttamente le opere esposte. È stata quindi sostituita con un nuovo impianto posizionato su binari sospesi alle catene delle volte, con faretti led orientati sui dipinti e sull’affresco, e un sistema di illuminazione indiretta che esalta lo spazio architettonico favorendo anche un notevole risparmio energetico. 

Refettorio grande, nuovo allestimento, Museo di San Marco

Per sottolineare gli elementi della struttura architettonica originale, grazie ai saggi che hanno permesso di individuare le colorazioni preesistenti, è stata riproposta la tonalità grigia per i costoloni delle crociere delle volte, a simulazione della pietra serena. 

Distanziatori e didascalie sono stati uniformati al layout già impiegato per la sala del Beato Angelico e il Primo piano, garantendo una più fluida continuità espositiva all’interno del percorso museale. Inoltre sono state collocate nella sala alcune panche per offrire ai visitatori un più confortevole godimento delle opere esposte. 

Il Refettorio grande era il luogo dove i domenicani consumavano abitualmente i loro pasti. Il vasto ambiente è tra i più antichi del complesso conventuale e risale alla fase antecedente alla ristrutturazione michelozziana, quella dei monaci Silvestrini. Gli annali del convento descrivono questo ambiente come l’unica parte della fabbrica di San Marco a non essere stata rinnovata nell’ambito della ristrutturazione del 1436. In realtà Michelozzo nel suo intervento dovette consolidare le strutture portanti del Refettorio per realizzare il corridoio est del Piano del Dormitorio e aggiungere una terza campata alle due esistenti. Successivamente, per avere una mensa più capiente, in un momento in cui la comunità domenicana era in crescita, nel 1526 fu aggiunta l’ultima campata, sottraendola allo spazio adiacente dell’Ospizio dei Pellegrini, oggi Sala del Beato Angelico, sacrificando così un affresco dell’Angelico che, secondo la cronaca del convento, raffigurava una Crocifissione con l’Addolorata e l’Evangelista

Sulla parete di fondo del Refettorio l’affresco di Giovanni Antonio Sogliani rappresenta la Cena miracolosa di San Domenico, detta anche Provvidenza dei Domenicani, con nel registro superiore una Crocifissione tra i dolenti e i santi Antonino e Caterina da Siena. In basso l’affresco è delimitato da un basamento a finti marmi. Il soggetto principale, un celebre episodio della vita di San Domenico, è una variazione sul tema dell’Ultima cena, popolare nei cenacoli fiorentini fin dal Trecento, rielaborato dall’artista secondo il gusto e la spiritualità degli ambienti savonaroliani.

Giovanni Antonio Sogliani, Provvidenza dei domenicani, affresco restaurato

Così lo descrive Vasari nel capitolo dedicato a Sogliani della seconda edizione delle Vite: «nel convento de’ frati di San Marco fece ancora in fresco un cenacolo di frati, ch’è quando San Domenico si mette a tavola, e senza che vi sia pane, fatta l’orazione vengono due angeli in terra che ne portano loro. E sopra vi fece un Crocifisso con l’arcivescovo Santo Antonino ginocchioni e Santa Caterina sanese di quello ordine, veramente pittura con molta diligenzia e con pulitezza lavorata, venendo questo da la pazienzia e da l’amore che portò a tale arte».   

Giovanni Antonio Sogliani, Provvidenza dei domenicani, dettaglio del miracolo degli angeli che portano il pane

Sogliani realizzò, dunque, su indicazione degli stessi Domenicani, una composizione chiara e semplice, non priva tuttavia di dettagli di grande raffinatezza, come le vesti vaporose e le ali screziate di rosa degli angeli, le morbide frange della tovaglia, i riflessi nel vetro dei bicchieri, per non parlare della figura disinvolta del novizio a sinistra della scena, che porta il vino miracolosamente apparso nelle botti in cantina, rivolgendo lo sguardo allo spettatore. 

Giovanni Antonio Sogliani, Provvidenza dei domenicani, dettaglio novizio con brocca di vino

L’affresco era stato restaurato l’ultima volta da Dino Dini nel 1972, pochi anni prima che Dini si impegnasse nel grandioso riordino degli affreschi di Beato Angelico a San Marco. 

L’accurata campagna diagnostica preliminare al restauro attuale, con indagini fotografiche a luce visibile e radente, fluorescenza ultravioletta, indagini termografiche e chimico-fisiche, ha evidenziato la necessità di un ampio intervento di pulitura e consolidamento, che ha restituito all’affresco una maggiore intensità espressiva, completata anche dal ripristino delle specchiature in finto marmo del basamento, finora nascoste dalle panche lignee che occupavano la parete di fondo, ora rimosse. La progettazione e la direzione dei lavori di restauro sono state curate da Paola Ilaria Mariotti, funzionaria conservatrice e restauratrice. 

Cantiere del restauro dell’affresco di Giovanni Antonio Sogliani, Provvidenza dei domenicani

La sala del Refettorio grande, oltre all’affresco di Giovanni Antonio Sogliani, custodisce gli importanti dipinti cinquecenteschi appartenenti alla cosiddetta “Scuola di San Marco”, ossia il gruppo di artisti che aderirono al classicismo austero di Fra Bartolomeo o, come Suor Plautilla Nelli, si formarono sui cartoni e sui disegni del maestro. A proposito di Plautilla Nelli, una bella novità del nuovo allestimento è l’arrivo, dal Cenacolo di San Salvi, del ritratto di Santa Caterina de’ Ricci nelle vesti di Santa Caterina da Siena: un ulteriore importante tassello che si aggiunge al catalogo della pittrice a San Marco, nel quinto centenario della sua nascita.

Plautilla Nelli, Santa Caterina de’ Ricci nelle vesti di Santa Caterina da Siena, dipinto su tavola

Sulla parete destra, guardando l’affresco di Sogliani, spicca un pulpito ligneo seicentesco destinato alla lettura di testi sacri durante i pasti. Sulla parete opposta, il nuovo allestimento è stato arricchito dalla presenza di un grande badalone, probabilmente proveniente da un convento francescano, data la presenza dell’insegna dell’Ordine, che reca la data 1578, il nome e lo stemma del committente, tale fra Bernardino non altrimenti individuato.  

Refettorio grande, nuovo allestimento, Museo di San Marco

«Sono molto grato a Michael W. Scherb e alla sua famiglia – dichiara Stefano Casciu, Direttore regionale Musei nazionali Toscana del MiC –  per aver deciso di sostenere il nostro progetto di ristrutturazione e il nuovo allestimento museale del Refettorio Grande del Museo di San Marco, parzialmente chiuso al pubblico da ottobre 2023, un ambiente di grandissimo fascino, importante per la storia del convento domenicano e per le opere pittoriche presenti, testimoni della Scuola di San Marco della prima metà del Cinquecento. Con grande generosità Michael ha accolto la nostra proposta, lasciandoci piena libertà e dimostrandoci massima fiducia, pur manifestando un costante interesse per i lavori in corso, con frequenti visite e regolari contatti durante l’intervento. Il rapporto con lui è stato per noi un esempio ideale di fruttuosa collaborazione tra pubblico e privato, grazie alla quale il Museo di San Marco ed il suo pubblico si sono potuti riappropriare di uno spazio fondamentale per la storia e l’arte fiorentina. Uno spazio museale che ha il suo apice nello splendido affresco di Giovanni Antonio Sogliani, oggi integralmente restaurato, e nel nuovo allestimento dei dipinti cinquecenteschi della Scuola di San Marco, con opere dello stesso Sogliani, di Ridolfo del Ghirlandaio, di Fra’ Paolino, di Mariotto Albertinelli e di Suor Plautilla Nelli, esaltati dalla nuova illuminazione e illustrati da nuovi apparati informativi in italiano ed inglese, realizzati secondo la grafica unitaria che ormai accomuna tutti gli ambienti del museo. Sono quindi profondamente riconoscente a Michael W. Scherb e alla sua famiglia, che fanno ormai parte a pieno titolo della comunità internazionale di persone che hanno scelto il Museo di San Marco come luogo di elezione grazie ai suoi speciali valori culturali e spirituali. Colgo l’occasione anche per ringraziare tutti i collaboratori interni ed esterni al nostro Ufficio che hanno contribuito a raggiungere questo splendido risultato».  

Refettorio grande, dettaglio pulpito seicentesco

«Siamo grati al Ministero della Cultura per averci offerto la possibilità di supportare questo restauro stimolante – ha commentato Michael W. Scherb – Ogni anno, sosteniamo un’istituzione culturale diversa in tutto il mondo e San Marco rappresenta il nostro terzo progetto. Siamo rimasti affascinati dalla storia e dalla bellezza della sala e siamo orgogliosi che i fiorentini e gli appassionati d’arte possano riviverla appieno. Per una città che ha dato tanto all’umanità, è un onore restituire il favore».   

Restauro dell’affresco di Giovanni Antonio Sogliani, ultimi ritocchi

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6 commenti

  1. wow!! 13Riapre il Refettorio con le opere della “Scuola di San Marco” : un nuovo allestimento, la grande “Cena” di Sogliani restaurata, una Santa Caterina di Plautilla Nelli 

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